
Carpi e Novi i più “Ricicloni”
All'Ecoforum 2025 di Legambiente, Carpi e Novi di Modena sono stati nuovamente insigniti del titolo di "Comuni Ricicloni". Le due città si sono distinte a livello regionale per i tassi di raccolta differenziata eccellenti e per la minima produzione di rifiuti indifferenziati.
La cerimonia, svoltasi il 19 novembre a Bologna, ha premiato i Comuni più virtuosi, ponendo quest'anno l'accento cruciale sulla gestione dei rifiuti tessili e l'economia circolare nel settore moda.
Carpi, tra i Comuni sopra i 25.000 abitanti, ha conquistato una doppia medaglia d'argento, piazzandosi al secondo posto regionale sia per il minor quantitativo di rifiuto urbano totale prodotto (473,48 kg/abitante/anno) che per il minor rifiuto indifferenziato (63,6 kg/abitante/anno), con una la raccolta differenziata che ha raggiunto l'86,6%.
Novi di Modena ha ottenuto un attestato di merito significativo: nella fascia dei Comuni con popolazione tra i 5.000 e i 25.000 abitanti, si è classificato al terzo posto per minor quantitativo di rifiuto indifferenziato (48,47 kg/abitante/anno).
Nelle posizioni alte della classifica anche Soliera con 87,8% di raccolta differenziata e Campogalliano con l'89,5%; a testimonianza di un territorio, quello delle Terre d’Argine, molto attento alla gestione dei rifiuti.
Il dossier “Comuni ricicloni 2025 Emilia Romagna” come ogni anno esamina la gestione dei rifiuti nei Comuni della regione, partendo dai dati forniti da ARPAE e dai questionari somministrati ai Comuni da Legambiente. I dati raccolti fanno riferimento all’anno 2024 e riportano un quadro regionale in chiaroscuro: da un lato la percentuale di raccolta differenziata in alcuni Comuni sfiora ormai il 95%, dall’altro si manifesta una tendenza, anche in Comuni virtuosi, all’aumento del quantitativo generale di rifiuto prodotto rispetto al 2023 (+ 3,8%, passando da 639 a 664 kg/ab/anno).
All'Ecoforum, il focus sui tessili ha messo in luce le grandi sfide della filiera. A causa della composizione complessa e non riciclabile di molti capi, tipica del fast fashion, gran parte degli abiti usati finisce ancora in discarica o viene spedita all'estero, generando inquinamento, nonostante l'obbligo di raccolta vigente dal 2022.
Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna, ha ribadito la necessità di concentrarsi sulla qualità delle raccolte e ha utilizzato il settore tessile come esempio di dove l'impegno della comunità debba essere accompagnato dall'effettiva possibilità di chiudere il ciclo produttivo.
Carpi e Novi rappresentano un modello di gestione virtuosa, ma la regione è chiamata a compiere un salto di qualità, mirando oltre il semplice riciclo verso una vera e propria economia circolare per contrastare l'aumento dei rifiuti.
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→ 18 dicembre 2025